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Come Importare i Dati Esterni in Excel

Excel ci permette di importare dati da altri programmi del pacchetto Office, come Access e Word. Per importare i dati dal database Access, selezionare una cella vuota nel foglio Excel, menu Dati, Da Access, nella finestra Selezione origine dati selezionare il file di Access da importare scegliendolo dal riquadro Cerca in, e poi dall’interno della finestra, tasto Apri, Ok. Dalla finestra Importa dati premere Ok.

Se vogliamo che i dati di Excel vengano aggiornati automaticamente ad ogni modifica del file originario di Access connesso, dalla finestra Importa dati premere il tasto Proprietà, e scegliere se aggiornare automaticamente il file di Excel ad intervalli regolari oppure ad ogni apertura del file. Per importare i dati da un file di testo dobbiamo selezionare una cella vuota nel foglio Excel, menu Dati, Da testo, nella finestra Importa file di testo selezionare il file .txt da importare, Importa, scegliere se i dati sono delimitati da caratteri come virgole o a capo, oppure allineati in colonne e separati da spazi, tasto Avanti, scegliere il tipo di delimitatore e premere il tasto Fine, poi Ok. Risulta essere inoltre possibile importare dati da web e da altre origini come database SQL Server e Microsoft query.

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Come Modificare le Impostazioni di Stampa in Excel

Per modificare le impostazioni del foglio di lavoro da stampare, menu Layout di pagina, Imposta pagina. Per modificare i margini, menu Layout di pagina, tasto Margini, Margini personalizzati…, digitare le misure desiderate, Ok.

Per cambiare l’orientamento del foglio dal menu Layout di pagina, Orientamento, infine scegliere Verticale o Orizzontale. Per cambiare formato e dimensioni della carta su cui stampare il documento, dal menu Layout di pagina, Dimensioni, Altre dimensioni foglio, nel menu a discesa Formato, scegliere il formato desiderato (il foglio predefinito è l’A4), Ok.

Prima di stampare, per essere certi che non vi siano errori ortografici, selezionare dal menu Revisione, Controllo ortografia e grammatica. Se Excel trova degli errori li segnala suggerendo anche i termini simili per sostituirli. A questo punto possiamo cambiare il termine errato, cambiarlo ogni volta che viene trovato nel documento (tasto Cambia tutto), ignorare, impostare la correzione automatica, aggiungere un termine al dizionario. Nella sua impostazione predefinita Excel non include nella stampa la griglia (cioè i riquadri attorno alle celle) e le intestazioni di righe e di colonne (la parte con i numeri di riga e le lettere delle colonne). Per modificare tale impostazione e includere la griglia nelle stampe, menu Layout di pagina e alla voce Griglia mettere il segno di spunta nella casella Visualizza, mentre per non visualizzarla, deselezionarlo.

Per includere nella stampa le intestazioni di righe e colonne, menu Layout di pagina, Intestazioni, spuntare Visualizza, per non includerle, deselezionare Visualizza. Con Excel è possibile riportare in ogni pagina stampata il titolo di riferimento di ogni riga o colonna di dati. Dal menu Layout di pagina premere il tastino accanto alla voce Opzioni del foglio. Si aprirà la finestra Imposta pagina su cui è attivata la scheda Foglio. Alla voce Stampa titoli selezionare la casella Righe da ripetere in alto o Colonne da ripetere a sinistra, selezionare la riga o la colonna che vogliamo che sia stampata all’inizio di ogni foglio come intestazione, tasto Ok.

Per avere un’intestazione o un piè di pagina, presenti in tutti i fogli del documento da stampare, menu Inserisci, Intestazione e piè di pagina. Per inserire o modificare intestazioni e piè di pagina basterà selezionare l’area dell’intestazione (l’area con la scritta “Fare clic per aggiungere un’intestazione”) o l’area del piè di pagina (con la scritta “Fare clic per aggiungere un piè di pagina”), a sinistra al centro o a destra, a seconda della posizione in cui le desideriamo allineare. Possiamo inserire nell’intestazione o nel piè di pagina elementi predefiniti come un numero di pagina (menu Progettazione, tasto Numero di pagina), il numero delle pagine complessive (tasto Numero di pagine), la data e l’ora (tasti Data corrente e Ora corrente), il percorso del file, il nome del file o della scheda, infine è anche possibile inserire un’immagine (tasto Immagine). Per uscire dalla modalità Intestazione e piè di pagina e tornare alla visualizzazione normale del foglio, menu Visualizza, Normale.

Intestazione e piè di pagina vengono visualizzati solo nell’Anteprima di stampa e nella stampa. Per aprire l’anteprima di stampa, Pulsante Office, Stampa, Anteprima di stampa. Per chiuderla e tornare alla visualizzazione normale, premere il tasto Chiudi anteprima di stampa. Nel menu Visualizza vi è l’opzione Anteprima interruzioni di pagina, che permette di visualizzare il documento prima della stampa e ciò che non rientra nelle dimensioni della pagina, contrassegnando il limite con una linea blu, e dando la possibilità di trascinare tale limite, per stampare su un singolo foglio comprendendo in esso tutto ciò che ci interessa. Ciò comporta logicamente una riduzione della scala di stampa, proporzionale all’aggiunta di nuove colonne all’area di stampa di un foglio. Per uscire dall’Anteprima interruzioni di pagina selezionare dal menu Visualizza, Normale. A questo punto anche con la visualizzazione normale apparirà una linea tratteggiata che delimita l’area stampabile.

Per stampare un documento Excel, Pulsante Office, Stampa, Stampa. Si aprirà la finestra di dialogo Stampa da cui si possono selezionare le opzioni. Nella casella Nome della voce Stampante possiamo scegliere la stampante da utilizzare, nella casella Numero di copie digitiamo il numero di copie da effettuare, nelle caselle Tutto, Pagine, Da:, A:, della voce Intervallo scegliere se stampare tutto il documento o solo pagine specifiche, nelle caselle Selezione, Fogli attivi, Tutta la cartella, scegliere se stampare rispettivamente la parte di foglio selezionata, il foglio attivo o tutto il documento, cioè tutti i fogli del file. Per stampare solo un grafico senza il foglio di lavoro, selezionarlo, Pulsante Office, Stampa, e scegliere dalla finestra, sotto la voce Stampa, l’opzione grafico selezionato. Per far partire la stampa premere infine il tasto Ok.

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Come Utilizzare i Grafici Excel

Con Excel possiamo trasformare dati numerici in un grafico; selezionare i dati, menu Inserisci, scegliere il tipo di grafico desiderato: Istogramma, A linea (utile per controllare l’andamento di un dato numerico nel tempo), A torta (usato per valori in percentuale), A barre (simile all’istogramma ma con le barre in orizzontale).

Apparirà il grafico dei dati che avevamo selezionato. Se inizialmente non selezioniamo i dati e scegliamo direttamente il tipo di grafico apparirà l’area del grafico vuota. Premere il tasto Seleziona dati, selezionare i dati desiderati, Ok. Dopo aver creato il grafico possiamo impostarne le caratteristiche. Per mostrare un titolo portarsi sul menu Layout di Strumenti grafico, Titolo del grafico, Sopra il grafico. Per mostrare i dati di origine del grafico, dal menu Layout, Etichette dati, poi scegliere la posizione dove mostrarli. Per modificare il colore di sfondo di un grafico tasto destro su Area del grafico (cioè l’area dello sfondo esterno del grafico) , Formato area grafico…, alla voce Riempimento scegliere un tipo di riempimento a tinta unita, sfumato, o a immagine o trama, infine scegliere il colore. Per modificare il colore di sfondo del tracciato di un grafico (cioè lo sfondo interno), tasto destro su Area del tracciato, Formato area del tracciato… e alla voce Riempimento scegliere quello desiderato (tinta unita, sfumato, o a immagine o trama).

Per modificare il colore di una serie di dati selezionare col tasto destro una qualsiasi colonna, barra, riga o torta del grafico, Formato serie di dati…, Riempimento, infine scegliere il colore o l’immagine. Per modificare il colore di ogni singolo elemento del grafico (colonna, barra, riga o torta) e non di tutta la serie di dati, selezionare l’elemento con un click, e fare su di esso un nuovo click col tasto sinistro per selezionare solo l’elemento che ci interessa modificare, tasto destro su di esso, Formato coordinata…, Riempimento, infine scegliere il colore o l’immagine. Se vogliamo cambiare il tipo di grafico creato, dopo aver selezionato l’area del grafico, menu Progettazione (se non selezioniamo il grafico tale menu non compare), tasto Cambia tipo di grafico, dalla finestra che si è aperta scegliere il grafico desiderato, Ok. Per spostare un grafico all’interno di un foglio di lavoro basta selezionare l’area esterna del grafico e quando il cursore diventa una freccia a quattro punte trascinarlo col tasto sinistro del mouse nella posizione desiderata, mentre per spostarlo fra cartelle di lavoro aperte o fra fogli di lavoro bisogna selezionare col tasto destro l’Area del grafico, Taglia, portarsi sul documento in cui vogliamo spostare il grafico o sul Foglio di lavoro di destinazione (premendo la linguetta in basso), cliccare su una cella vuota, tasto destro, Incolla.

Per duplicare un grafico in uno stesso foglio di lavoro, trascinarlo col tasto sinistro del mouse e prima di rilasciare premere il tasto Ctrl della tastiera, mentre per duplicarlo su un altro foglio elettronico o su un altro Foglio di lavoro selezionarne l’area esterna, tasto destro, Copia, portarsi sul foglio elettronico o sul Foglio di lavoro di destinazione, selezionare una cella, tasto destro, Incolla. Per ridimensionare un grafico, selezionarne l’area e trascinare fino alla dimensione desiderata i puntini che compariranno al centro dei lati esterni e agli angoli. Per eliminare un grafico selezionarne l’area esterna (Area del grafico) e premere il tasto Canc della tastiera o in alternativa menu Home, Cancella, Cancella contenuto.

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MSI PRO 24X 7M – Opinioni e Recensione

A prima vista potrebbe sembrare solo un monitor, ma in realtà il Pro 24X 7M di MSI è un computer completo dal design ricercato. Presentato e premiato nel corso del Computex 2018 per il design, questo all-in-one è caratterizzato da un display da 23,8 pollici dietro al quale si nasconde una piattaforma hardware di classe mobile basata su un processore Intel Core di settima generazione. Il vantaggio principale di questo tipo di sistemi consiste nel ridotto ingombro sulla scrivania, ma non è inusuale trovare prodotti che fanno del risparmio dello spazio l’unico obiettivo da raggiungere a scapito soprattutto del design. MSI in questo caso ha fatto, invece, un lavoro ottimo trovando il giusto compromesso tra estetica e funzionalità. Le linee del Pro 24X 7M sono estremamente pulite ed essenziali, mentre l’utilizzo del colore antracite e delle finiture satinate conferiscono un look professionale molto distante dai prodotti gaming e multi colore della stessa azienda.

Il display, realizzato con tecnologia IPS e dotato di funzione anti flicker, ha un risoluzione di 1.920 x 1.080 pixel (Full HD) e bordi sottilissimi (solo 2,2 millimetri), l’unico bordo realmente visibile è quello inferiore sul quale è posto il marchio del produttore. A differenza di molti computer all-in-one in commercio, questo non dispone di tecnologia touch e offre, invece, una finitura lucida che permette di ottenere colori vividi e incisivi. Il display è davvero sottile e tutto l’hardware del computer vero e proprio occupa la metà inferiore della faccia posteriore. Il Pro 24X 7M può essere configurato con quattro diversi processori: Intel Celeron 3865U, Pentium 4415U, Core i3-7100U e Core i5-7200U. Quest’ultimo equipaggia il modello che abbiamo provato e che è proposto per l’ambiente aziendale, il piccolo e medio ufficio, ma che si adatta altrettanto bene per un utilizzo domestico.

Il processore dual core con hyperthreading, ovvero dotato di due core fisici in grado di eseguire un massimo di quattro thread in simultanea, è di classe mobile: il consumo standard è pari a 15 watt, mentre le frequenze operative spaziano tra i 2,5 GHz di base fino ai 3,1 GHz. Il comparto grafico è quello standard che troviamo sui processori Intel di settima generazione: la Gpu HD Graphics 620 ha una frequenza base di 300 MHz e una turbo pari a 1 GHz; all’interno della Gpu sono presenti le tecnologie Intel per l’accelerazione della codifica e decodifica video, mentre la potenza disponibile per la grafica 3D risulta limitata. Tale potenza è sufficiente solo per le applicazioni che utilizzano il 3D in modo leggero, quindi scordatevi di poter giocare in modo gratificante con questo sistema. Il sistema di raffreddamento è particolarmente silenzioso, tanto che solo quando sotto pieno carico si avverte l’intervento della ventola di raffreddamento. A fianco del processore sono presenti 8 Gbyte di memoria Ddr4 su singolo modulo; la quantità di memoria è più che sufficiente per eseguire in scioltezza le principali applicazioni di produttività personale, ma l’utilizzo di un singolo modulo non
permette di sfruttare le potenzialità del controller a doppio canale del processore, dimezzando di fatto la banda di trasferimento dati massima teorica tra memoria e sistema. Il comparto di archiviazione è stato ben strutturato in quanto sfrutta un disco magnetico da 1 Tbyte (HGST 7K1000 con velocità di rotazione dei piattelli a 7.200 rpm) accoppiato a un modulo Intel Optane Memory. Quest’ultimo permette di accelerare tutte le operazioni sul disco, offrendo prestazioni simili a quelle di un Ssd con un disco molto capiente e al tempo stesso molto più economico di un Ssd puro di pari capacità.

L’organizzazione delle porte di connessione è semplice e funzionale: trovate tutto sul lato sinistro del Pro 24X 7M. Sul fianco l’utente ha accesso diretto a due porte Usb 3.1 con connessione Type-A e ai connettori mini jack per l’uscita audio e l’ingresso del microfono. Nella stessa posizione, ma sulla faccia posteriore del telaio, sono invece raggruppate le altre porte di connessione. Qui troviamo due porte Usb 3.1 e due porte Usb 2.0 con connettore Type-A, un’uscita Hdmi per collegare un secondo monitor e due porte Ethernet di classe Gigabit per le connessioni di rete cablate. Il Pro 24X 7M che abbiamo provato dispone anche di un’interfaccia wireless gestita dal controller Intel 3168AC e che fornisce supporto Wi-Fi e Bluetooth; trattandosi di un componente opzionale è bene verificare in fase di acquisto che sia presente nella configurazione selezionata. Una scelta che abbiamo apprezzato è quella relativa alla possibilità di intervenire in modo semplice per la sostituzione o l’aggiornamento del disco di sistema principale. Rimuovendo una sola vite si accede al vano disco e alla slitta sulla quale è montato il disco stesso. Purtroppo non è possibile intervenire in modo altrettanto semplice sulla memoria di sistema, in quanto la scheda
madre e tutti gli altri componenti sono ben sigillati sotto la scocca in plastica dietro al display.

Come abbiamo accennato il Pro 24X 7M è disponibile in diverse configurazione che differiscono per tipologia di processore, tipologia e dimensioni del disco, quantità di memoria installata. Oltre al modello da noi provato che ha un costo finale pari a 899 euro è possibile optare per quello con processore Intel Core i3-7100U e 4 Gbyte di memoria per un costo finale di 799 euro. Per chi volesse spendere ancora meno MSI propone anche i modelli con processore Intel Celeron 3865U o Pentium 4415U, 4 Gbyte di memoria, disco magnetico da 500 Gbyte a 7.200 rpm, disco Ssd da 32 Gbyte 32GB del tipo M.2 Sata a prezzi che spaziano dai 450 ai 500 euro.

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Come Controllare gli Accessi Tramite il Router

Bloccare di default l’accesso alla rete (e quindi a Internet) di qualsiasi nuovo dispositivo ha una serie di vantaggi. Primo, si aumenta la sicurezza dell’intera infrastruttura, impedendo che qualche hacker o semplicemente un buontempone si colleghi al nostro router WiFi e faccia i propri comodi. Secondo, si impedisce che amici o compagni di scuola dei propri figli portino uno smartphone o un tablet in casa e accedano a Internet in modo incontrollato. Terzo, tali dispositivi potrebbero essere portatori di virus o malware in grado di diffondersi sugli altri client connessi. Quarto, si può impedire che taluni dispositivi fonte di distrazione e poco controllabili (smart Tv, console per videogiochi) accedano a Internet. Impedire di default la connessione e abilitare a mano i dispositivi “sicuri” può essere noioso, ma i router Wi-Fi recenti permettono questa operazione con un click.

La procedura generale è la seguente: sul proprio router bisogna trovare la voce che inibisce l’accettazione automatica dei nuovi dispositivi. Attivata questa, si va a vedere nella mappa della rete locale quali sono i dispositivi che hanno tentato l’accesso; da qui si possono abilitare quelli consentiti. Tale operazione va ripetuta ogni volta che si acquista o si configura un nuovo dispositivo. Su altri modelli di router potrebbe essere necessario prima collegare tutti client, in seguito disattivare la connessione automatica e abilitare quelli consentiti. Dopo tale operazione, si avrà una rete “chiusa” e inaccessibile da parte di qualsiasi dispositivo nuovo o sconosciuto.

In genere i dispositivi sono identificati tramite un nome abbastanza chiaro, a seconda di quanto user-friendly sia il sistema operativo del router. Non dovrebbe essere più necessario lavorare direttamente sui Mac Address come si faceva una volta (il Mac Address è un indirizzo esadecimale che identifica in maniera univoca un chip di rete). Se non trovate la mappa di rete, provate ad andare nella pagina di configurazione del server Dhcp per la rete locale, qui dovrebbe esserci l’elenco dei dispositivi. Il server Dhcp provvede ad assegnare automaticamente indirizzi Ip, gateway e Dns ai dispositivi che si collegano alla rete locale via Wi-Fi o via cavo Ethernet. È una buona idea indicare al server Dhcp che deve assegnare sempre lo stesso indirizzo Ip a un dato dispositivo; in questo modo ci si pone al riparo da cambi di indirizzo che possono accadere nel tempo (l’assegnazione di un Ip via Dhcp è momentanea) e si avrà la certezza di poter identificare un client con un indirizzo Ip univoco. Evitare di assegnare a mano gli Ip per non complicarvi le cose e per evitare modifiche manuali lato client, operazione spesso possibile con un po’ di scaltrezza.

Se il vostro router è un po’ datato e l’unica cosa che vi mostra sono i Mac Address in formato esadecimale, potete identificare i dispositivi inserendo le prime tre cifre in un motore di ricerca come Macvendors. L’indirizzo va inserito nel formato AA:BB:CC (oppure AA-BB-CC) e si avrà il nome del produttore del dispositivo in rete. Un’altra possibilità, meno invasiva ma molto meno sicura, è lasciare libero il collegamento alla rete e bloccare solo alcuni dispositivi, creando di fatto una black list. Si utilizza la stessa modalità d’azione descritta poc’anzi e può essere utile se si vuole inibire solo gli oggetti a disposizione dei propri figli.